Leggendo la rivista letteraria ANTEREM n. 76
Il tema trattato in tale numero è “Dire la vita”. Tema ardito perché in alcuni interventi si tenta di assimilare la Filosofia alla Poesia. Tali accostamenti recano confusione e quindi un chiarimento (almeno personale) va fatto. Nel cerchio del moto eterno si muove l’essere chiamato “Uomo”. Agisce nel limite invalicabile del mistero, perciò nel dubbio perenne. Voler dissertare sul “Dire la vita” è come affermare che l’essere umano sia in grado di capire che cosa è la vita. Questa presunzione porta l’Animale - Intellettuale a cercare ragioni, scuse, appigli e altro per far partecipi del suo pensiero gli altri esseri, per imporre il proprio. Per dominare le bestie, il regno minerale e tutto il resto del creato.
A questa prepotenza si trova ogni scusa per farla apparire credibile, legittima e conveniente alle predestinate vittime, le quali, a loro volta con i propri ragionamenti desiderano fare altrettanto. Sicché gli appartenenti al regno animale, ospiti imbecilli della Terra si ingarbugliano in labirinti infiniti con strade, vie, viuzze e sentieri senza ritorno, rimanendo nell’inferno della presunzione.
Al contrario… se l’animale-pensante ammette l’impossibilità di capire perché esistiamo e il perché del creato… si fa subito Luce… la strada del sapere è dritta… maestra. Si parte e si arriva. E tutto quello che si fa lungo il cammino è una dovuta domanda a chi ci ha creato. A chi ci ha messo in queste condizioni.
L’Umiltà fa luce su tutto: anche sulle conseguenze disastrose e inutili che i pensatori del passato hanno provocato. Come le guerre e le armi atomiche ecc. Senza essere geni si può predire e DIRE LA VITA futura che sarà: moto perpetuo verso (e diverso) la Fine. I poeti hanno capito prima dei filosofi che è impossibile capire cos’è il creato e chi ne è l’effettivo autore. Tutto si spiega se in ogni ragionamento razionale (e non ) si parte dal nulla e che non siamo fatti par “capire”…sapendo che la meta finale è certa e altrettanto inspiegabile. Chimicamente nessun cervello di tutti gli esseri vissuti in passato è stato uguale agli altri. Come nel presente e come sarà nel futuro. Non saranno uguali neanche quelli clonati. Lo dimostra l’ingarbugliata esperienza dei vari filosofi che, in buona fede, hanno perorato ognuno la propria causa senza mai approdare ad alcuna certezza del perché della vita. Ogni pensiero filosofico ha il suo contrario e può fare soltanto ipotesi. Questi vari pensieri… discipline ecc. possono, in qualche modo, lenire il “malessere” dell’umanità. Non guarire. Altrettanto vale per la grande sociologia e le altre branche del sapere. L’agire e il filosofare con la pretesa di essere razionali significa di non aver capito nulla… quindi essere nulla. Dire la vita (filosoficamente) per accostarla alla Poesia non mi pare una buona idea. È un accostamento che fa male all’Una e all’Altra. Il filosofare razionalmente, cercando di capire il perché delle azioni e delle cose del cosmo in cui viviamo è tutto il contrario del “poetare”… perché la Poesia è spontaneità: irrazionalità. È anche mistero, ignoto, fantasia e armonia col proprio essere… e dell’esistenza che ci circonda. La Poesia ci rende più disponibili al dialogo. Nei momenti più travagliati ci aiuta a vivere meglio. Al contrario la Filosofia è arida perché minuziosamente ragionata, disciplinata… spiegata per farla capire. Spesso è anche piegata al sapere e al Potere. Non al sentimento nobile e puro che accomuna gli esseri con l’Amore. A con-vivere per stare in un mondo nel quale nessuno ha chiesto di abitarlo. Può essere che in alcune opere poetiche vi siano stralci di Filosofia… (1 ciò è naturale perché i poeti non sono la Poesia. Il poeta è soltanto un mezzo. Lo dimostra il fatto che quando la Poesia non è nel poeta, questi diventa un parolaio che ha messo (nero su bianco) dei caratteri su un foglio di carta incomprensibili. Vedi anche poeti famosi.
Compito degli studiosi, saggisti o critici, è quello di cercare il nuovo non soltanto fra i colleghi, ma anche (con umiltà) tra i semianalfabeti dove spesso alberga Lei, la regina delle arti: la Poesia.
1) Spesso si citano dei grandi poeti, tra cui Giacomo Leopardi: …Da canto notturno di un pastore dell’Asia: Che fai, tu , luna in ciel? Dimmi, che fai?
E la satira risponde: Cosa vuoi che faccia? Guardo le cretinate che fate voi sulla Terra! Calogero Di Giuseppe Cretinata n. 27 Da Cretinario, ed. Nuove scritture Mi. Il “colloquio” con la luna avrebbe potuto farlo un filosofo… ma cosa avrebbe concluso? Nulla. Invece il Poeta ha reso il soliloquio immortale perché canto di un’anima.
Calogero Di Giuseppe (4 Ottobre 2008)
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