VIA DELLA PACE AL N° 53
VERCIANI dott. MAURO
11.
Puntare un piede sul letto ed inarcarsi all’insù staccando l’altro dal suolo è un tutt’uno col prorompere della propria sprezzante euforia. C’è sua moglie nel letto, non sta dormendo ma per l’inatteso sobbalzo lancia un gemito.
E lui non si ferma lì: si mette a saltare. Un salto dopo l’altro come quand’era bambino (come gli piaceva!) e continuerebbe per ore e ore se non fosse per la moglie.
“Smettila! Sei impazzito?”.
“Era tanto che non facevo quattro salti nel letto” spiega lui dopo essersi rannicchiato sotto le coperte. Che scusa fasulla! Così come le altre che gli vengono in mente, finché la luce non irrompe brutalmente nella stanza, ed è smascherato dal sorriso sprezzante che gli è rimasto appiccicato sulle labbra.
Lei lo mette subito con le spalle al muro. “Allora si può sapere cosa ti è successo? Hai vinto la lotteria? Ti sei trovato l’amante? Insomma cosa?”.
“Oh, voi donne volete sempre sapere tutto di tutto fin nei minimi dettagli. Non ho il diritto di sfogarmi una volta tanto? Per quattro salti nel letto, su, non farne un dramma!”.
Lei vorrebbe tanto mandarlo al diavolo e farsi una bella dormita. No, impossibile, ed anche ammesso che riuscisse a dormire, quel ghigno che l’ha così impressionata se lo rivedrebbe in un incubo. “Non sono le tue bambinate che mi irritano, è la tua presunzione, come se i tuoi successi piccoli o grandi fossero solo merito tuo”.
“E’ anche questione di fortuna, è questo che intendi?”.
“Non solo. Sai che ho notato? Quando va bene a te qualcosa, va male a qualcun altro”. Chissà perché le è uscita una frase del genere, si domanda osservando la faccia perplessa di lui. Ci pensa su un attimo e invece di correre ai ripari rincara la dose. “Tanto per fare un esempio: nella graduatoria per il posto di primario sei passato in testa perché il tizio prima di te è morto in un incidente. Mia madre che detestavi ha avuto un ictus appena ci siamo sposati. Senza parlare dell’eredità che ti sei beccato l’anno scorso”.
Lui la zittisce in uno scoppio d’ira. “Stronzate! Sei talmente frustrata che non sopporti di vedermi soddisfatto. Invidia, la tua non è altro che invidia e della peggior specie”.
“Le mie sono solo pure e semplici constatazioni. Se poi uno per dimostrare la sua soddisfazione fa come te ….”.
“Per favore, Nadia, è tardi. Domani devo alzarmi presto”. Ed è una gran concessione che le fa, perché, visto la piega che ha preso la conversazione, vorrebbe tanto prenderla a schiaffi la sua cara mogliettina.
“Ma sì, mettiamoci una pietra sopra” lo soddisfa lei e spegne la luce. “E’ fin troppo facile dare del cretino ad un uomo di cinquantanni che si mette a saltare sul letto mentre sua moglie sta dormendo”.
“Se il primario di un’importante reparto è un cretino ….” digrigna lui fra i denti, e masticando amaro fra una rabbia e l’altra gli viene in mente una giustificazione finalmente accettabile: saltare sul letto è una tecnica di cui ha letto in un manuale di psicologia per eliminare la tensione accumulata durante la giornata. E magari come tecnica esiste, ma parlare di psicologia nelle circostanze attuali si rende conto che non è proprio il caso. Troverà altre persone a cui manifestare il proprio entusiasmo senza rischiare di essere preso per matto o per iettatore. Adesso meglio tacere e fingersi addormentati. La quiete che grava nella stanza è come una trave in bilico fra opposte tensioni, basterebbe una parola di troppo, un gesto un po’ brusco, un involontario scossone del materasso a farla precipitare.
Domani mattina sarà diverso: lui si alzerà visibilmente triste e lei si ritroverà serena prendendolo per mano.
PA (continua)
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